interventi al ginocchio in ortopedia a Bari

Ortopedia mininvasiva a Bari

Gli interventi in ortopedia spesso chiedono lunghi periodi di degenza, lasciano cicatrici vistose e provocano molti disagi ai pazienti, nel tempo però l’evoluzione ha portato a sostituire molte tecniche chirurgiche tradizionali con tecniche innovative e mininvasive. Queste sono caratterizzate da molti vantaggi e in particolar modo un recupero post operatorio più veloce e meno traumatico.

Interventi di artroscopia alla caviglia

In ortopedia a Bari è possibile eseguire interventi alla caviglia in artroscopia. Gli interventi alla caviglia sono diretti ad eliminare diverse problematiche, di origine traumatica o meno, come ad esempio in caso di difetto osteocondrali dell’astragalo o caviglia dell’atleta.

L’artroscopia è una tecnica innovativa di chirurgia ortopedica che evita gli interventi classici a cielo aperto caratterizzati dalla presenza di cicatrici vistose. Permette, infatti, di eseguire gli interventi con piccole incisioni di alcuni centimetri, attraverso queste viene inserito l’artroscopio che, grazie all’ausilio di fibre ottiche e lenti di ingrandimento collegate a monitor, offre comunque al chirurgo una visuale completa.

Tra i vantaggi dell’esecuzione degli interventi di artroscopia ci sono i tempi di riabilitazione più veloci. In seguito all’intervento alla caviglia viene eseguito un bendaggio, è possibile ricominciare a guidare dopo circa due settimane mentre basta una settimana per ricominciare a lavorare (se trattasi di attività sedentaria), più lunghi i tempi nel caso in cui si sia impegnati in attività che richiedono particolari sforzi fisici o tante ore in piedi.

Protesi d’anca ed intervento mininvasivo

interventi al ginocchio in ortopedia a BariL’applicazione di protesi all’anca è necessaria in caso di artrosi post traumatica: una malattia degenerativa che ha origine da un trauma articolare dell’anca, causa un’alterazione irreversibile da cui origina il dolore e le difficoltà nel movimento. L’usura precoce dei tessuti, infatti, altera la biomeccanica dell’anca e porta difficoltà nella deambulazione.

La soluzione di tale problematica è rappresentata dell’applicazione di una protesi, la novità è però data dalla possibilità di creare un accesso chirurgico anteriore che evita di danneggiare i muscoli e facilita quindi il decorso post operatorio. L’intervento viene eseguito passando attraverso lo spazio anatomico esistente tra i muscoli e quindi senza dover sezionare gli stessi.

I vantaggi sono notevoli perché si riducono i tempi di degenza ospedaliera e della riabilitazione, diminuiscono dolore e tessuto cicatriziale, vi è, inoltre, una ridotta perdita ematica.

Lesioni acetabolari all’anca

Quando si verifica tale patologia la parte terminale delle ossa è caratterizzata dalla lesione dei tessuti cartilaginei che hanno lo scopo di rendere fluido il movimento. L’intervento può essere eseguito in artroscopia, in questo caso vengono effettuati tagli di pochi centimetri attraverso i quali viene inserito l’artroscopio, come già visto per gli interventi alla caviglia.

L’intervento viene solitamente eseguito con anestesia non totale, si procede con la riparazione dei tessuti e quindi la sutura delle cicatrici. In seguito all’intervento inizia subito la riabilitazione che inizialmente prevede l’esecuzione di esercizi di flesso-estensione a letto.

E’ possibile, fin dai primi giorni, deambulare con l’uso di bastoni canadesi ed utilizzare una cyclette anche se l’attività sarà moderata ed aumentata progressivamente.